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venerdì 19 ottobre 2012

Biogas, Coldiretti: “I megaimpianti triplicheranno il costo della terra”

Pubblichiamo un altro intervento da parte della Coldiretti in merito al biogas.

Biogas, Coldiretti: “I megaimpianti triplicheranno il costo della terra”
Gli agricoltori denunciano: "Il sì ai megaimpianti di biogas sta triplicando il costo dell'affitto dei terreni, con il rischio di impedire a molti agricoltori, soprattutto giovani, di avviare attività di impresa"

"Il sì ai megaimpianti di biogas sta triplicando il costo dell'affitto dei terreni, con il rischio di impedire a molti agricoltori, soprattutto giovani, di avviare attività di impresa". E' quanto denuncia Coldiretti Marche in vista dell'iniziativa prevista per domani, sabato 20 ottobre, alla fiera della Pesca di Ancona.
Il normale prezzo di mercato per un affittare un ettaro di terreno, per di più irrigato, in pianura si aggira sui 200-300 euro, ma la realizzazione di megaimpianti da parte di grandi società, spesso completamente scollegate dal settore agricolo, sta "drogando" le quotazioni, denunciano gli agricoltori, già balzate anche a 700 euro ad ettaro ma destinate a salire ulteriormente, tanto che nel Nord Italia sono già arrivate addirittura a 1.500 euro ad ettaro.

Nel caso delle grandi centrali con colture appositamente dedicate, per ogni mille kilowatt di potenza occorrono circa cinquecento ettari di mais e ciò porterà a stravolgere le nostre campagne - ribadisce la Coldiretti - a danno della produzione di cibo. Secondo Coldiretti sul biogas e le rinnovabili in generale bisogna privilegiare piuttosto gli impianti a misura di territorio realizzati dalle aziende agricole per il proprio fabbisogno e dire no alla diffusione di grandi impianti di tipo industriale dall'impatto eccessivamente pesante sul territorio, che potrebbero avere riflessi negativi anche sull'assetto e sui prezzi delle produzioni agricole, aprendo il campo a speculazioni, peraltro già favorite dalla volatilità dei mercati.

Ancona, Coldiretti: "Biogas aumenta il costo dei terreni"
„Le agroenergie, dicono i coltivatori diretti, se gestite correttamente, oltre a garantire la riduzione della dipendenza dai prodotti fossili e dalle importazioni, consentono di diminuire le emissioni, di migliorare la qualità dell'aria e, più in generale, di tutelare l'ambiente e il territorio, riflettendo il ruolo multifunzionale che l'attività agricola svolge in termini di ricchezza e diversità dei paesaggi, di qualità dei prodotti e di retaggio culturale e naturale.“

i:http://www.anconatoday.it/economia/coldiretti-biogas-aumenta-costo-affitto-terreni.html
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martedì 2 ottobre 2012

Biogas, Coldiretti: “Bloccare le megacentrali già autorizzate”

Pubblichiamo il testo di un intervento da parte del Presidente di Coldiretti Marche in merito ai recenti sviluppi sul biogas.
Biogas, Coldiretti Marche: "Bloccare le megacentrali già autorizzate"


Biogas, Coldiretti: “Bloccare le megacentrali già autorizzate”
L'associazione degli agricoltori: "La legge sul biogas arriva in ritardo di due anni. Ora fermare le autorizzazioni prima che venga stravolto l'assetto dell'agricoltura marchigiana e compromessa la produzione di cibo" 
Biogas, Coldiretti Marche: "Bloccare le megacentrali già autorizzate"
"La legge sul biogas arriva in ritardo di due anni, tanti ne sono passati dall'approvazione delle linee guida con le quali il Ministero, nel settembre 2010, invitava le Regioni a legiferare in materia, ma ora serve fermare le autorizzazioni alla realizzazione delle megacentrali, prima che stravolgano totalmente l'assetto dell'agricoltura marchigiana, compromettendo la produzione di cibo".

A sottolinearlo è la Coldiretti Marche, in merito al provvedimento relativo alle aree non idonee ad accogliere impianti: "Una scelta condivisibile, considerato che Coldiretti si è da sempre espressa in favore dell'introduzione di opportuni criteri di bilanciamento tra la necessità di favorire la diffusione delle fonti rinnovabili e i loro impatti sul territorio".

Il problema, secondo l'associazione degli agricoltori, è che giunge con troppo ritardo rispetto a quanto disposto a suo tempo dal Ministero, ponendo l'interrogativo di come fermare le megacentrali già autorizzate, le quali - sostengono i coltivatori diretti - devono essere subito bloccate, anche per evitare che succeda nel biogas quanto accaduto per il fotovoltaico a terra.

"Nel caso delle grandi centrali con colture appositamente dedicate, per ogni mille kilowatt di potenza occorrono circa cinquecento ettari di mais: il via libera della Regione porterebbe a stravolgere le nostre campagne, a danno della produzione di cibo - denuncia Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche -. Restiamo convinti che sul biogas e le rinnovabili in generale occorra privilegiare gli impianti a misura di territorio realizzati dalle aziende agricole per il proprio fabbisogno e dire no alla diffusione di grandi impianti di tipo industriale dall'impatto eccessivamente pesante sul territorio, che potrebbero avere riflessi negativi anche sull'assetto e sui prezzi delle produzioni agricole, aprendo il campo a speculazioni, peraltro già favorite dalla volatilità dei mercati".


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